STUDIO LEGALE SANTORO TORINO

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Legge 24/03/2001 n. 89 (Legge Pinto)

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L 24/03/2001 n. 89
Epigrafe
1. Pronuncia in camera di consiglio.
Capo II
Equa riparazione
2. Diritto all'equa riparazione.
3. Procedimento.
4. Termine e condizioni di proponibilità.
5. Comunicazioni.
5-bis. Gratuità del procedimento.
6. Norma transitoria.
7. Disposizioni finanziarie.
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LEGGE 24 marzo 2001, n. 89(1).
Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell' articolo 375 del codice di procedura civile
(2) .

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 3 aprile 2001, n. 78.
(2)  La presente legge era stata modificata dal Capo I (artt. 1, 2 e 3) del D.L. 11 settembre 2002, n. 201 con l'aggiunta dell'articolo 2-bis, del comma 6-bis all'art. 3 e dei commi 1-bis e 1-ter all'art. 5, con la sostituzione del comma 3 dell'art. 3 e con la modifica del comma 6 dell'art. 3. Successivamente, il suddetto Capo I è stato soppresso dalla legge di conversione 14 novembre 2002, n. 259.
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1.  Pronuncia in camera di consiglio.
1. ... (3).

(3)  Sostituisce l' art. 375 del codice di procedura civile.
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Capo II
Equa riparazione
2.  Diritto all'equa riparazione.
1. Chi ha subìto un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione, ha diritto ad una equa riparazione.
2. Nell'accertare la violazione il giudice considera la complessità del caso e, in relazione alla stessa, il comportamento delle parti e del giudice del procedimento, nonché quello di ogni altra autorità chiamata a concorrervi o a comunque contribuire alla sua definizione.
3. Il giudice determina la riparazione a norma dell' articolo 2056 del codice civile, osservando le disposizioni seguenti:
a) rileva solamente il danno riferibile al periodo eccedente il termine ragionevole di cui al comma 1;
b) il danno non patrimoniale è riparato, oltre che con il pagamento di una somma di denaro, anche attraverso adeguate forme di pubblicità della dichiarazione dell'avvenuta violazione.
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3.  Procedimento.
1. La domanda di equa riparazione si propone dinanzi alla corte di appello del distretto in cui ha sede il giudice competente ai sensi dell'articolo 11 del codice di procedura penale a giudicare nei procedimenti riguardanti i magistrati nel cui distretto è concluso o estinto relativamente ai gradi di merito ovvero pende il procedimento nel cui àmbito la violazione si assume verificata .
2. La domanda si propone con ricorso depositato nella cancelleria della corte di appello, sottoscritto da un difensore munito di procura speciale e contenente gli elementi di cui all' articolo 125 del codice di procedura civile.
3. Il ricorso è proposto nei confronti del Ministro della giustizia quando si tratta di procedimenti del giudice ordinario, al Ministro della difesa quando si tratta di procedimenti del giudice militare. Negli altri casi è proposto nei confronti del Ministro dell'economia e delle finanze (4).
4. La corte di appello provvede ai sensi degli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione della camera di consiglio, è notificato, a cura del ricorrente, all'amministrazione convenuta, presso l'Avvocatura dello Stato. Tra la data della notificazione e quella della camera di consiglio deve intercorrere un termine non inferiore a quindici giorni.
5. Le parti hanno facoltà di richiedere che la corte disponga l'acquisizione in tutto o in parte degli atti e dei documenti del procedimento in cui si assume essersi verificata la violazione di cui all'articolo 2 ed hanno diritto, unitamente ai loro difensori, di essere sentite in camera di consiglio se compaiono. Sono ammessi il deposito di memorie e la produzione di documenti sino a cinque giorni prima della data in cui è fissata la camera di consiglio, ovvero sino al termine che è a tale scopo assegnato dalla corte a seguito di relativa istanza delle parti.
6. La corte pronuncia, entro quattro mesi dal deposito del ricorso, decreto impugnabile per cassazione. Il decreto è immediatamente esecutivo (5).
7. L'erogazione degli indennizzi agli aventi diritto avviene, nei limiti delle risorse disponibili, a decorrere dal 1° gennaio 2002 (6).

(4)  Comma così modificato dal comma 1224 dell'art. 1, L. 27 dicembre 2006, n. 296. Vedi, anche, il comma 1225 dello stesso articolo 1. Precedentemente il presente comma era stato sostituito dall'art. 2, D.L. 11 settembre 2002, n. 201. Il suddetto art. 2 è stato soppresso dalla legge di conversione 14 novembre 2002, n. 259.
(5)  Il presente comma era stato modificato dall'art. 2, D.L. 11 settembre 2002, n. 201 soppresso dalla legge di conversione 14 novembre 2002, n. 259.
(6)  Nel presente articolo era stato aggiunto il comma 6-bis dall'art. 2, D.L. 11 settembre 2002, n. 201. Il suddetto art. 2 è stato soppresso dalla legge di conversione 14 novembre 2002, n. 259.
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4.  Termine e condizioni di proponibilità.
1. La domanda di riparazione può essere proposta durante la pendenza del procedimento nel cui àmbito la violazione si assume verificata, ovvero, a pena di decadenza, entro sei mesi dal momento in cui la decisione, che conclude il medesimo procedimento, è divenuta definitiva .
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5.  Comunicazioni.
1. Il decreto di accoglimento della domanda è comunicato a cura della cancelleria, oltre che alle parti, al procuratore generale della Corte dei conti, ai fini dell'eventuale avvio del procedimento di responsabilità, nonché ai titolari dell'azione disciplinare dei dipendenti pubblici comunque interessati dal procedimento (7).

(7)  Nel presente articolo erano stati aggiunti i commi 1-bis e 1-ter dall'art. 3, D.L. 11 settembre 2002, n. 201. Il suddetto art. 3 è stato soppresso dalla legge di conversione 14 novembre 2002, n. 259.
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5-bis. Gratuità del procedimento.
[1. Il procedimento di cui all'articolo 3 è esente dal pagamento del contributo unificato di cui all'articolo 9 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. Il procedimento iscritto prima del 13 marzo 2002 è esente dalla imposta di bollo, dai diritti di cancelleria e dai diritti di chiamata di causa dell'ufficiale giudiziario] (8).

(8)  Articolo aggiunto dall'art. 2, D.L. 11 marzo 2002, n. 28 nel testo integrato dalla relativa legge di conversione. Vedi, anche, l'art. 4 dello stesso decreto. Successivamente, il presente articolo è stato abrogato dall'art. 299, D.Lgs. 30 maggio 2002, n. 113 e dall'art. 299, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, con la decorrenza indicata nell'art. 302 dello stesso decreto. Vedi, ora, gli artt. 10 e 265 del citato D.P.R. n. 115 del 2002.
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6.  Norma transitoria.
1. Nel termine di sei mesi (9) dalla data di entrata in vigore della presente legge, coloro i quali abbiano già tempestivamente presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, possono presentare la domanda di cui all'articolo 3 della presente legge qualora non sia intervenuta una decisione sulla ricevibilità da parte della predetta Corte europea. In tal caso, il ricorso alla corte d'appello deve contenere l'indicazione della data di presentazione del ricorso alla predetta Corte europea.
2. La cancelleria del giudice adìto informa senza ritardo il Ministero degli affari esteri di tutte le domande presentate ai sensi dell'articolo 3 nel termine di cui al comma 1 del presente articolo.

(9)  Termine prorogato al 18 aprile 2002 dall'art. 1, D.L. 12 ottobre 2001, n. 370 (Gazz. Uff. 15 ottobre 2001, n. 240), convertito in legge dall'art. 1, L. 14 dicembre 2001, n. 432 (Gazz. Uff. 14 dicembre 2001, n. 290), entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
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7.  Disposizioni finanziarie.
1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in lire 12.705 milioni a decorrere dall'anno 2002, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2001-2003, nell'àmbito dell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno 2001, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero (10).
2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

(10)  Vedi, anche, il Decr. 5 maggio


note da www.iurisonline.it

 

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